Batman: The Dark Knigth
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08:03 PM, Thursday 24 July 2008
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Prologo: Una risata vi seppellirà
Quand'ero piccolo leggevo un sacco di fumetti e guardavo un sacco di cartoni animati. Fin qui tutto normale. La cosa anomala era la mia predilizione per l'antagonista, o comunque il personaggio più bistrattato, il perdente. Così eccomi a chiedere perchè il gatto Tom non l'aveva mai vinta su Jerry, oppure parteggiare per Duffy Duck. Insomma attratto dall'ombroso, dal nero. Dal cattivo.
In breve feci anche la conoscenza del paladino di Gotham City, soprattutto attraverso il telefilm, la serie animata ed il merchandising (il logo del pipistrello su fondo giallo era quasi una bandiera!). La prima volta che vidi il primo film dedicato al Pipistrello (quello dell'irripetibile Tim Burton) era nel periodo natalizio, dovevo avere otto anni...
Il ritorno del Cavaliere Oscuro
Sono partito a vedere Dark Knight con molta curiosità, ma anche una certa diffidenza, in quanto il film di Burton, con un Nicholson perfetto, è sempre stato un mio mostro sacro. Sarebbe riuscito Nolan e soprattutto Ledger a reggere il confronto? Non lo so ancora, ma sicuramente per me Il Cavaliere Oscuro un Oscar l'ha già vinto.
Come al solito trovo diverse difficoltà a parlarne, perchè di certo sono influenzato da molti fattori (per questo il prologo) ma anche per la particolarità del film stesso. La rilettura del fumetto è sicuramente il punto di forza della pellicola. Un Batman cupo, pieno di dubbi morali, è molto più portato per l'investigazione che per le scazzottate, che viene celato da un Bruce Wayne spaccone ma sempre elegante (in pubblico) oltre che spaventato e spesso intristito (quando si confida con Alfred). Un Batman molto più umano di quello presentato da Keaton, che non si faceva scrupoli per far vincere la giustizia, sempre intoccabile, lontano mille miglia dal suo alias miliardario. è bravo Cris Bale, ma forse meno convincente di altri suoi colleghi che hanno portato la maschera del Cavaliere. Di Joker parlerò più tardi: devo fare un discorso a parte.
Il film scorre molto bene, nonostante le due ore e mezza, scritto efficacemente con un ritmo molto particolare, una sorta di frenetico movimento macchina ma chiuso in inquadrature molto ristrette, ma senza cercare il particolare, annuendo poco e senza giocare con lo spettatore, che ovviamente DEVE conoscere Batman ed il suo mondo (ricordando che il film è pur sempre un sequel). Totalmente diverso dal poetico e gotico lavoro di Burton, ma rimane sempre una prova d'autore eccezionale da parte di Nolan, che ha tra l'altro il merito di non voler mai fare un confronto diretto con il collega, salvo forse lo scontro finale dove un grattacielo massiccio prende il posto della monumentale cattedrale. Lo considero un omaggio.
Godibilissimo, una pellicola che diverte ed incolla lo spettatore alla poltrona, un vero gioiello. Ed un incredibile Heat Ledger...
I due volti di Joker
coming soon.........................................................

Hellboy: The Golden Army
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09:46 PM, Wednesday 16 July 2008
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Un pomeriggio senza programmi, ecco l'amico Cinema che ti viene incontro, con la sua aria condizionata, le poltrone comode e chiramente la sera un bel pretesto per scriverne una recensione.
Non un capolavoro, questo secondo capitolo di Hellboy, ma niente male davvero. Non mi dilungherò molto, perchè conosco molto poco (niente!) del regista, Gulielmo Del Toro, e del fumetto ho letto qualche stralcio. é comunque un bel viaggio questo filmetto, scorre lieto, forse una qualche reminiscenza dell'autore messicano con le opere omeriche e perchè no? Magari anche una leggiucchiata dell'Inferno dantesco.
La trama in poche parole: Il nostro diabolico eroe con l'aiuto della sua ragazza Liz (attraente come la Donna Invisibile, ma focosa come la Torcia Umana) e del migliore amico Abe (una sorta di uomo pesce dai poteri psichici e dal bon-ton francese) più una sorta di ectoplasma scafandrato, deve affrontare un'esercito dorato risvegliato dalla follia espansionista del solito principe elfo. Riuscirà il nostro eroe nell'impresa? Domanda retorica.
Ovviamente è una storia da fumetto, ma il plot è comunque molto buono, come dicevo, facendo scorrerre bene il film e non annoiando il pubblico. La fotografia è bella, totalmente notturna o negli interni, rievocando forse il dramma di Hellboy, che è sempre stato un recluso. Da apprezzare il sonoro e la stessa scelta delle musiche, piuttosto efficaci anche nel smorzarzare la tensione. Il montaggio si salva, magari nel finale durante il duello cala un attimo diventando inutilmente frenetico, quasi frettoloso di concludere. Dettagli.
In conclusione un buon film che non esagera e con gli attori che sembrano divertirsi, dopotutto nessuno credo punti all'Oscar. Un film simpatico, anche se i disegni del fumetto sono piccoli capolavori: procuratevi entrambi.
Da notare la Rappresentazione della Morte: stupenda!

Planet Terror
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01:28 PM, Tuesday 2 October 2007
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É tantissimo che non mi metto a scrivere una bella recensione, e questa mi sembrava un'occasione ghiottissima, anche perchè mi sono scordato tempo fa di farvi il resoconto di Death Proof, il primo Grindhouse. Sono ancora eccitato da ieri sera!
Dunque.... è in assoluto il film più britto e schifoso che abbia visto quest'anno. Un vero capolavoro. Non sarà facile provare a descriverlo, ma ci provo comunque. Anche perchè sono a mente fredda adesso, dovrei essere più oggettivo (impresa non da poco, perchè sono un cultore di Horror Splatter).
La trama ve la dico subito d'un fiato (...trama?!): c'è un gruppo di militari che fa i soliti casini da militari, una spogliarellista (tra l'altro gran bel culetto), un paio di medici, un ex-marine ninja, lo sceriffo e i suoi scagnozzi e due gemelle che si trovano ad affrontare un'orda di Zombies vittime di un gas dagli effetti devastanti per la pelle e che fa anche venire un certo appetito per la carne umana fresca, a quanto pare. Si salvan tutti e non si salva nessuno. Insomma una classica trama-polpettone da film Horror di serie B.
Ma penso sia proprio questa la forza del film e di Rodriquez. Si perchè prima non stavo affatto scherzando, il film è DAVVERO bruttissimo, la trama fa acqua, la sceneggiatura è spiattellata con dialoghi banalissimi e scene che s'incastrano quanto un pallone da basket in un cesto quadrato. Eppure il film scorre che è una bellezza, con un ritmo perfetto e alla fine ti verrebbe quasi voglia di rivederlo. Diavolo d'un Rodriquez, ce l'hai fatta anche stavolta!
La regia infatti mi piaciuta moltissimo, e ti fa capire anche come la pellicola è stata volutamente scritta in quel modo, con tutte quelle grossolanità, che ti fanno per forza rievocare quei bei filmacci anni '70 girati in una settimana con due lire. Sì, perchè Planet Terror è una citazione continua ed io sono rimasto ammaliato (quasi commosso) nel vedere un omaggio a Zombie 2 di Lucio Fulci (i morti viventi che spuntano dalla selva nebbiosa, il pezzo di legno nell'occhio...), ma anche a Milano Calibro 9 di Fernando di Leo (il balletto di Cherry è identico a quello della Bouchèt), insomma omaggi al cinema nostrano per troppo tempo targato come tresh, ma che ora orgoglioso riemerge dalla fogna. Inoltre ci sono autocitazioni come Tom Savini, il re degli effetti speciali che già avevamo visto ne Dal tramonto all'alba dello stesso Rodriquez (è proprio lui, Sex Machine!!!), poi i richiami tra i due Grindhouse, cioè espliciti rimandi a Death Proof e viceversa... Forse è meglio che mi fermi o non la finisco più!
Ehehe, adesso però c'è la parte critica. Come direttore della fotografia Rodriquez ha fatto un po' un pasticciaccio, dopotutto anche l'occhio vuole la sua parte e magari se nell'ospedale avesse puntato più sul bianco (colore della paura!) e negli esterni avesse mantenuto toni più ombrosi, forse qualcuno avrebbe gradito. Vabbè, ma queste sono sciocchezze. La colonna sonora era carina, alla fine piuttosto azzeccata anche se però è una brutta scopiazzatura di registi-compositori migliori quali Carpenter. Rivabbè, altre pinzillacchere. Come ultimo neo, lo devo dire, anche alcune scene splatter (pochine, comunque) mi fanno rimpiangere il vecchio maestro artigiano Fulci: perchè a far saltare una testa con gli effetti computerizzati di oggi so' boni tutti, ma a far vomitare un polmone e mezzo intestino ci riusciva solo Il Maestro.
Insomma....
Diciamo che il film è veramente strepitoso, un bel Amarcord di film splatter, con pochissimi virtuosismi, ma quelli non sono poi necessari nei film del genere. è una pellicola per pochissimi, in primis per chi ha uno stomaco davvero forte e anche per chi è capace di farsi quattro risate vedendo dei soldati affettati dalle pale di un Apache. Lo sconsiglio invece a chi va solo per vedere le tettone di Fregie (quella dei Black Eyed Peas) o il culo di Rose McGowan (che comunque valgono il prezzo del biglietto!).
Ah! Un ultima cosa: non perdetevi il fake trailer Machete a inizio film. è Geniale!!!

The Number 23
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07:21 PM, Thursday 26 April 2007
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Torno a scrivervi una delle mie recensioni o pseudo tali, nella speranza che corriate a vedere i film che mi hanno solleticato di piacere e che denigriate quelli che mi hanno provocato un coniato di vomito. Presto tornerò a parlare anche di me, quando ne avrò voglia, e poi tanto non credo vi interessi molto. Vi interesserà molto di più un film come The Number 23.
Credo che sia la prima pellicola che vado a vedere in sala senza conoscere uno stralcio della trama, senza aver visto un trailer e soprattutto senza troppe illusioni. Mi sono affidato al nome di un regista come Joel Schumacher, capace di sfornare ottimi thriller come Il Cliente, Un Giorno di Ordinaria Follia, 8mm Omicidio a Luci Rosse, ma capace anche di cazzate immani come Batman Forever, come del resto mi incuriosiva vedere Jim Carrey in un ruolo così inedito.
Diciamo che entrambi non mi hanno deluso, anzi il film era piacevole e molto bello. Brevemente vi racconto che un accalappiacani, con un ottima famiglia ma un pochino asociale e ritroso verso la gente, inizia (per caso?) a leggere un romanzo intitolato (ma guarda un po'!) "The Number 23". E come un buon thriller che si rispetti, il protagonista incomincia ad immedesimarsi nel racconto, che pare narri tutta la sua vita, i suoi sogni, le sue paure... ecco! soprattutto le sue paure, in particolare nascerà un ossessione per questo maledetto 23 che vede ovunque (nelle date, sulle targhe delle auto, sull'orologio,..) e che lo porterà ad una folle paranoia.
Ripeto, un gran bel film, bella fotografia, fantastica la regia (in particolare mi piacevano le scene oniriche) e una sceneggiatura che, sì, dai, alla fine regge. E poi un Jim Carrey in auge. Insomma, non un capolavoro, ma vale davvero la pena di vederlo. Uscirete dalla sala ed anche voi vedrete il 23 ovunque! (giuro!).

300
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09:20 PM, Sunday 1 April 2007
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Se siete dei politicanti convinti, innanzitutto mi dispiace per voi, in secondo luogo vi sconsiglio caldamente di andare a vedere film come 300. Se invece siete un pizzico romantici, appassionati, esaltati, bramosi di sangue, non ve ne frega nulla della correttezza, insomma se siete dei vecchi tirannosauri violenti, scommetto che il film l'avete già visto e rivisto. Proverò a parlarne in maniera oggettiva, ma non è facile, ve l'assicuro.
Tratto dalla graphic novel di Frank Miller (che vi consiglio di recuperare, anche se non è all'altezza di Sin City e dei suoi DareDevil), il film riprende diciamo il 99% dell'opera cartacea e forse è proprio questo il maggior pregio e paradossalmente il maggior difetto del film. Perchè in effetti, se c'è un punto da dove può essere criticato è la troppa fedeltà. Le scene sono identiche alle tavole, tanto che sono quasi convinto che sia il primo film che non ha avuto bisogno di uno storyboard. E quindi di conseguenza uno potrebbe rimaner deluso dalla regia, forse troppo inesperta (mi sembra che sia il secondo lavoro, dopo il remake L'Alba dei morti viventi) per un'operazione costosa come questa e soprattutto che sembra affidarsi con troppa facilità alle magie della computer grafica.
Secondo il mio umilissimo giudizio personale, queste sono solo puttanate. Il film ricorda in maniera spasmodica il fumetto perchè è lo stesso Miller che si avvicina moltissimo ad uno stile cinematografico (basti pensare che il suo 300 si sviluppa orizzontalmente, cioè, le tavole sono quasi delle strip). E poi, il cinema non è solo un'arte, un ritrovo per pseudo intellettuali, il cinema è e deve essere anche intrattenimento. 300 è puro intrattenimento. Fin dalle prime scene non ti aspetti assolutamente nulla, non ricevi alcun messaggio, non impari neanche una lezioncina di storia: rimani semplicemente ammaliato dalla fotografia cupa e poetica, rapito dalle parole di Leonida (come tutto il suo esercito) e soprattutto esaltato da tutto il sangue che scorre denso, come se fosse disegnato (ed in effetti lo è, chiaro che si vuol citare il lavoro di Frank) e dalle urla dei guerrieri e dalle spade che fanno vibrare i pesanti scudi e dalla musica trascinante e metallica...
Sì, diciamolo, è un film senza pretese, i maligni potrebbero dire "bello senz'anima", ma è affascinante proprio per questo: i significati li troverà lo spettatore, o qualche critico borioso, ma intanto godiamoci un tripudio di bellezza visiva, uno spettacolo nel vero ed puro senso della parola, un film e basta. Una delle pochissime pellicole che rivedrei volentieri due o tre volte, perchè si può apprezzare soltanto in una sala al buio, su uno schermo enorme e sgranocchiando qualcosa, con il dolby esagerato e magari insieme ad una ragazza che fa una smorfia di disgusto per le scene più cruente: questo è Cinema!
 
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