ERA
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02:44 AM, Thursday 31 December 2009
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Guarda chi si vede. Dovrei esordire così. Nessuno. Non si vede nessuno.
Sono piuttosto stufato, oppure ripetitivo, volgarmente. Il solito resoconto di fine anno, il solito sfogo contro la mia frustrata attitudine a non voler mai parlare fino in fondo e mandare qualche bel Fanculo. Bhè, Vaffanculo!
Credo sia stato un anno buffo e sugoso, ma lo stesso l'Inverno arriva inesorabile, e soprattutto mi deprime la capacità di non poter salvare niente lo stesso. Ogni volta a fine dicembre mi ritrovo su un gommone troppo carico per poter arrivare al largo dell'anno venturo, allora getto in acqua ogni cosa, non salvo un cazzo di questo 2009. Non cercate giustificazioni per il mio ultimo post, volevo addirittura cancellarlo. Mi è morto il nonno, mi ha lasciato la ragazza, le solite scuse per giustificare uno stato d'animo che invece preclude tutta la tua esistenza. Quasi ci godo ad avere giustificazioni VERE per un malessere ingiustificato.
Pensavo che non sarò mai felice come ambisco ad esserlo. Invidio in continuazione tutte le persone che mi circondano; ma non con rabbia latente, badate, ma con fine ammirazione e rassegnazione. Chissà con che diritto, poi.
Mi sono detto e ridetto che magari è prorpio la mia infelicità lo stato d'animo che mi caratterizza, che mi identifica. Tempo fa mi hanno detto che qualcuno casualmente legge queste pagine con curiosità e forse insperabile ammirazione. Siete pazzi. Franzi, come vedi qui scrive un pessimo ubriaco che non vuole essere schedato. Non vuole che si riponi fiducia nei suoi confronti. Non merita nemmeno la tua amicizia. Agiti il mio stato d'animo perchè a te chiedo aiuto. Se perdessi la tua salvaguardia, perderei un pezzo di me stesso. Lore, io ho perso la tua amicizia da un pezzo. Continuerò ad ESSERE un amico, anche se non molto affidabile. Ma io non HO la tua, di amicizia. A chiunque altro perda tempo, vita ed occhi a leggere queste amenità, allora cercate di capire che per anni ho parlato esclusivamente ed interessatamente di me, in ogni momento, in ogni circostanza.
Io sono un Fiore del Male.
Sono la minoranza di uno.
Voglio soltanto trasemttere il mio odio per la mia esistenza e nel contempo il mio attaccamento alla vita. Voglio soltanto credere che finito di scrivere queste righe mi sentirò meglio. Un giorno rileggerò tutto questo e penserò "bhè, sono bravo".
Mento anche a me stesso, è un ottimo esercizio per i muscoli. Per i muscoli del cuore. Il cuore batte più forti quando menti, non lo sapevate?
Spero vivamente che gennaio passi in un lampo, ma probabilmente sarò così impegnato che non me ne accorgerò nemmeno. é prorpio questa la mia felicità.
Vivere senza rendersene conto.
Aspetto la mia morte con un anticipo tremendo.
Devo andare: è presto.

Canzone del Padre [part 5]
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11:07 PM, Monday 2 November 2009
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Il Neverending Post.
Leggevo le precedenti puntate di questa telenovela che ho intitolato "Canzone del padre", tessuta in tanti anni ormai. Quanto tempo. Rabbia, paura, indignazione, vergogna. C'è tutto questo, ma anche molto di più, soprattutto c'è quello che non ho detto. Mio padre oggi è più vecchio. Io sono più vecchio. Il nostro rapporto, si è evoluto in maniera esponenziale. In peggio.
Sono piuttosto didascalico, vero? è che fatico un po' a trovare le parole, dovrei usare questo spazio per sfogare un po' il mio animo pestato a sangue, ma mi evince la stanchezza, e comunque sia questo è uno di quei Demoni che devo per forza inchiodare; è uno di quei momenti in cui devo scrivere a forza.
La mia famiglia è più leggera. Ne sentiamo la mancanza? ...La sento? No... non è ancora il momento: chiedo scusa alla giuria, chiedo il rinvio dell'udienza. Domani, o dopodomani o dopodoMAI, riprenderò a scrivere qui dove ho lasciato. Per ora basta così.
In This Style 10/6
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06:34 PM, Tuesday 25 August 2009
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Ma sì, mese dopo mese.. credo di aver battuto il mio record di impermanenza (è uno di quei vocaboli che ogni tanto invento: vale come non-frequenza) da questo blog. Sta assumendo i connotati di un polveroso baule di soffitta dove ogni tanto, chissà da quale buco!, filtra un po' di luce e si vede per un pochetto.
Riflettevo un po' su questo baule, inconscio amico, palestra di scrittura: se ne sono andati tutti e la cosa non mi dispiace neanche un po'. Io rimango. Non mi sono mai interessate le possibilità fantascientifiche che offrono altri siti, anche se immagino che nessuno più abbia voglia di scrivere, oggi e nemmeno di leggere. Immagino che tutti trovino sessualmente più eccitante Facebook e farsi i cazzi altrui. Almeno immagino serva a questo: io Facebook non sono mai riuscito a capirlo. Oppure lui non mi ha capito, ma tant'è. Non comprendevo perchè dovevo scrivere messaggi brevi, leggere frasi sbocconcellate, guardare foto che non ho scelto. Fra un po' avremo tutti la video-chat, allora sì che non usciremo più di casa. Meglio così, troppo caldo a giro.
Non è per fare un invettiva contro chi ha invetato questo sito, anzi vorrei essere nei suoi panni. Sbuffo solo per il piacere di farlo, e me la prendo con i soliti scemi che usano un patrimonio dell'umanità per le solite 4 cagate. Invece di cercare un amico australiano, e scambiarsi le vite, diventano fan della Pizza al polpo e interagiscono con le persone che vedranno fra qualke ora. Se l'Inferno è così spero almeno ci sia una connessione più veloce.
Bhè, del resto io predico male e razzolo peggio, visto che nemmeno io scrivevo da tanto tempo. Chissà forse è pigrizia, forse la realtà circostante mi ha investito col suo tir di concretezza. Ma ogni tanto torno al mio irrefrenabile bisogno di Fantasia. Non concepisco come si possa vivere senza. Perchè non posso pensare che una pelle di lucertola trovata per strada sia caduta da un camioncino di capi d'abbigliamento per rettili rubato da una tartaruga farabutta che sfrecciava velocissima perchè inseguita dai gechi sbirri? Lo so, è una sciocchezza: non esistono tartarughe farabutte.
Leggevo un post di un paio di settembri fa, parlavo della mia incapacità di sopravvivenza all'agosto. Lo sono tutt'ora, anzi sono malato pure fisicamente. Grazie al cielo sta finendo.
Leggevo di quanto venga considerato strana questa mia apatia.
Me ne avranno dette di tutti i colori e lo fanno tutt'ora, dicono che sono "diverso", "bizzarro", "interessante", che cerco l'attenzione, che creo una sorta di vittimismo, che godo ad apparire "matto", "fuori dal comune", che sono "bello", che sono "artista".
Io vi lascio parlare.
Come vedete siete voi che mi descrivete alla perfezione. Io non apro nemmeno bocca!
Si dice che per sopravvivere a questo mondo bisogna essere matto come un cappellaio. Per fortuna io lo sono!

Preghiera in Gennaio
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02:21 AM, Sunday 11 January 2009
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Gli è andata meglio che a Piero.
Sì, perchè Piero è crepato di maggio, lui almeno se ne è andato d'Inverno. Non stringeva un fucile, ma le mani di un figlio che forse non ha mai capito, ed in bocca nemmeno le parole gelate, ma qualche breve rantolo.
è spirato prorpio in queste ore, in questi attimi, di un dieci d'anni fa, in un letto d'ospedale, ma forse morbido come un campo di grano. Ero quasi obbligato a dedicargli qualche riga ma lo faccio invece con un senso di dovere. Non un dovere servile (lui non l'avrebbe ammesso) ma una sorta di riconoscenza, un dovere mosso dalla gratitudine. Vorrei ricambiare, insomma.
Ho scoperto a malincuore che non nè ricordato nè ascoltato dai miei colleghi più giovani. Con colleghi intendo coloro che affrontano il mestiere di vivere: gli esseri umani. Chi ha dieci, undici anni difficilmente capirà cosa significa questa giornata. Difficilmente capirà quanto ci manca. Io non obbligo nessuno ad amare, ma non concepisco nemmeno come si possa evitarlo.
Egoisticamente penso a come anche tra i miei coetanei venga poco ascoltato, poco affrontato, poco creduto. Ma spero di sbagliare. Forse sto soltanto condannando tutti a 5000 anni più le spese, da buon borghese. E dopotutto dieci anni non sono nè troppi nè pochi.
Lo sto ascoltando tantissimo in questo periodo, scoprendo diverse sfumature ogni volta e sono contento di sapere che ne avrò ancora per molto. Ad occhio e croce per sempre. Diffondere la sua buona novella è il minimo che possa fare.
Non è il mio Dio. Non sono un idolatra. Non sono de Andrè, in sostanza. La sua vita non è la mia, per quanto trovo con vanità molti elementi comuni, ma lo potrebbero fare tutti. Se non tutti molti. Le sue canzoni, invece, quello sono senz'altro mie. Mie e di nessun altro. Perchè sono convinto che nessuno ascolti Fabrizio come me. Sono convinto che il mio ascolto soggettivo sia differente dagli altri. Non ho detto migliore. Ma sicuro, differente.
Le emozioni che ho ricevuto io, le immagini che mi si proiettavano sugli occhi, non posso condividerle con voi. Ma posso dirvi come ottenere un vostro risultato. Io posso dirvi dove procurarvi le siringhe ma poi la vena giusta dovete trovarvela voi. E se vi iniettate la usa musica non posso garantirvi che sentirete lo stesso fuoco, non posso sapere se sentirete il sapore dei colori in bocca, come succede a me, ma val la pena di provare.
Come tutte le droghe anche questa fa male. De Andrè ha causato danni irreversibili al cervello. E il mio augurio e che non sia solo il mio. Vorrei un mondo malato delle sue canzoni. Vorrei che tutti soffrissero, perchè siamo uomini ed è giusto soffrire. Vorrei che soffrissimo con l'ironia e il sorriso, così come faceva lui.
So che queste parole rimarranno nella burrasca di Internet, però chissà? Se anche uno solo leggendo il mio post si mettesse ad ascoltare Fabrizio, sarebbe già un successo. Per lui, ovviamente, non per me. Per me sarebbe solo inconcepibile.
Niente saluti, niente rimpianti. Perchè De Andrè non avrebbe sicuramente potuto fare di più, noi sì.
é inutile pensare "Se fosse vivo, oggi..." perchè non lo è. Noi lo siamo e abbiamo una fortuna che lui non aveva e non poteva avere: noi possiamo ascoltare Fabrizio De Andrè. Lui non poteva farlo.
Arrivederci Faber.

Aquila Blu
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05:45 AM, Tuesday 30 December 2008
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Mi chiedevo se l'estate sbocciasse solo a luglio
di certo hai ragione ed è mio lo sbaglio.
Non parlavo con il fuoco, mangiavo carne e aglio
mi accendo una sigaretta
la notte non ha fretta
mi accendo una sigaretta
in una notte maledetta
Offrivo al moschettiere la mia mano e la mia voce
piangeva il pellegrino con occhio di rapace
dovevo essere assente, lontano ed invece
mi accendo una sigaretta
la notte non ha fretta
mi accendo una sigaretta
che la notte mi rifletta
Steso sotto un leccio l'alfiere occhi di lago
mi parla a bocca piena legata con lo spago
sputando miele e aceto che piano piano sfrego
mi offre una sigretta
la notte non ha fretta
mi accende una sigaretta
la notte ora è perfetta..
SpoLuka
(Canzone di fine anno)
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